Trading: l’aspetto psicologico fa la differenza


Quanto conta l’aspetto mentale e psicologico nel trading?
Molto di più di quel che si pensi!! Probabilmente la vera differenza tra il 95% dei traders che perdono e il 5% dei traders di successo sta proprio nel diverso approccio psicologico ai mercati.

Proprio oggi ho trovato in rete questo video, dove viene intervistato Mark Douglas, trader di successo e autore di uno dei migliori libri sulla psicologia nel trading, il titolo è Trading In The Zone, libro che consiglio caldamente anche se purtroppo non credo ci sia un’edizione in lingua italiana.
Molti trader di successo hanno dichiarato che questo libro è la loro vera Bibbia del trading, un libro che non si occupa degli aspetti tecnici ma esclusivamente di quelli psicologici e mentale nell’approccio al trading.

Per chi “mastica” l’inglese consiglio di guardare l’intero video, per chi invece ha difficoltà cercherò di riassumere in poche parole quello che dice Mark Douglas nell’intervista.

Quello che Mark Douglas vuole insegnare con la sua esperienza è che la maggior parte dei traders pensa troppo, e si ritrova a dover combattere con i demoni di cui abbiamo già parlato, impazienza, avidità, paura.
Quello che invece i traders dovrebbero imparare a fare è non pensare, o meglio, ragionare essclusivamente in termini di probabilità. Come dice Mark, il trader deve trovare un “hedge”, cioè una protezione, ovverosia un pattern, o un segnale tecnico, che porti le probabilità a suo favore. Una volta individuato questo “hedge”, una volta appurato che nel tempo questo sistema da risultati positivi, il trader non deve far altro che agire ogni volta che il pattern si presenta, senza pensare, senza avere paura che il pattern non funzioni. Bisogna eliminare ogni emozione, nemica del trader, bisogna però sapere in anticipo che non c’è garanzia di guadagno ogni volta che il pattern si presenta, ma c’è garanzia di guadagno nel tempo.
Per questo, secondo Mark Douglas, il trader deve imparare a perdere, sapere che ogni perdita fa parte del trading, fa parte della propria strategia, e ogni perdita non deve demoralizzare o impaurire il trader, che sa che lungo una serie storica, il suo pattern da risultati positivi.
Questo concetto è più semplice in via teorica che pratica, e se state leggendo attentamente dovreste sapere cosa intendo…

Pensare al Casinò, questo è quello che consiglia Mark. Ovviamente il trading non è gioco d’azzardo, ma pensate…cosa succede al Casinò? Tutto è basato sulle probabilità.
Il “banco” del Casinò sa…è certo…che lungo una serie storica di giocate…vincerà sempre.
Il Casinò guadagna sempre…perchè le giocate, le vincite e tutto il resto sono basate sulle probabilità. E’ vero, a volte il banco paga, a volte i clienti vincono il jackpot, ma tutto questo è ampiamente calcolato dal Casinò.
Il trader deve diventare il Casinò, non il giocatore. Il Casinò ha le probabilità a favore e nel tempo guadagna sempre, così deve essere il trader, portare le probabilità a suo favore e guadagnare nel tempo.

Ora la domanda nasce spontanea….cosa mi succede se perdo per 10 volte di fila?
Può succedere, e succede, ma il trader di successo ha nella sua borsa degli attrezzi un’arma molto utile…il Money Management!!!!!
Dividere il capitale, in modo che una perdita, due perdite, o 10 perdite, non causino un grave danno al capitale, e utilizzare un buon rapporto risk/reward (rischio/rendimento).
Significa che il nostro “hedge” deve permetterci di perdere poco quando un trade va male, e guadagnare il più possibile quando un trade va bene.
Significa inoltre che il trader, come abbiamo già detto, deve avere un piano di trading e deve seguirlo…sempre, senza intervenire una volta che il trade è aperto.

Riassumendo, il trader deve trovare un valido “hedge”, verificare che nel tempo la sua strategia guadagni, intervenire sul mercato ogni volta che il pattern si presenta, senza esitare, calcolando il proprio rischio e il proprio rendimento, e soprattutto eliminado le emozioni.
Per cominciare con questo percorso, gli account demo che molti brokers offrono sono l’ideale, ci permettono di testare le nostre strategie con denaro virtuale, ci abituano ad essere metodici, anche se purtroppo non ci abituano a combattere le emozioni, quelle…senza denaro reale a rischio…sono decisamente falsate.

Per concludere pubblico il link al sito di Mark Douglas, se qualcuno volesse approfondire:

http://markdouglas.com

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