Trade Management: scalare l’uscita o scalare l’ingresso?


Approfondiamo con questo articolo uno degli aspetti del Trade Management, di cui abbiamo parlato nel precedente articolo.

Personalmente mi sono sempre chiesto se è meglio gestire un trade scalando le posizioni in uscita, oppure scalando le posizioni in entrata. Entrambe le soluzioni hanno una loro logica.

Scale-out, come abbiamo visto nel precedente articolo, significa chiudere parte della nostra posizione quando ha raggiunto un certo guadagno, e lasciar correre il resto sperando che guadagni ancora di più.
Ci sono ovviamente dei pro e dei contro, il pro è che se l’operazione va bene portiamo a casa almeno una parte di guadagno, o comunque chiudiamo il trade a breakeven.
Il contro è che il rapporto risk/reward del trade subisce un peggioramento.
Mi spiego meglio, supponiamo di entrare in un trade con uno stop di 50 pips e un take profit di 100 pips, sarebbe un ottimo risk/reward 1:2, ma decidiamo di chiudere metà del trade quando stiamo guadagnando 50 pips.
Durante il trade il prezzo raggiunge 50 pips, noi incassiamo 50 pips, spostiamo lo stop a breakeven e lasciamo il resto aperto…ma il prezzo ritraccia e ci fa uscire con la seconda parte del trade a breakeven. Quindi abbiamo rischiato 50 pips per ottenere 50 pips, il rapporto risk/reward è sceso a 1:1. E’ ovvio che alcune volte riusciremo effettivamente a guadagnare 100 pips con la seconda parte del trade, ma anche in questo caso il risk/reward sarà peggiorato, perchè avremo guadagnato 50 pips con la prima metà del trade e 100 pips con la seconda, il chè restituisce una media di 75 pips, quindi il risk/reward sarà di 1:1,5.

Scale-in, significa al contrario scalare l’ingresso in un trade (qualcuno lo definisce “piramidare”), che non è assolutamente da confondere con il “mediare” una posizione in perdita, cosa che molti fanno, ma non andrebbe fatta, se non progettandola per bene a priori.
Facciamo un altro esempio, supponiamo di essere dei trend traders, quindi cercheremo di seguire un trend di una certa durata. Non sapendo se il trade decollerà, invece di entrare in posizione ad esempio con 1 lotto standard come faremmo nella normalità, entriamo in posizione con un terzo circa (3 mini lotti).
Perchè? Semplice…perchè se il trade va in stoploss perderemo solo un terzo di quello che avremmo perso facendo altrimenti.
Se invece il trade decolla nella direzione sperata, non appena si presenta la possibilità (ad esempio con un pattern di prezzo) incrementiamo la posizione di altri 3 mini lotti e spostiamo lo stop della prima parte di posizione a breakeven. Così via…se il trade va dalla parte giusta ad un’altra occasione incrementiamo di nuovo con altri 3 mini lotti, ci troviamo così in posizione con circa un interno lotto, e con già parte del guadagno protetta.
Certo…cavalcare trend lunghi non è semplice, ma questo tipo di gestione del trade, sebbene se ne parli poco, migliora nettamente il risk/reward della strategia.

Quando usare uno e quando usare l’altro trade management dunque?? Ancora una volta tutto dipende dalla metodologia di trading.
Molto semplicemente potremmo stabilire di scalare l’uscita dal trade se utilizziamo una metodologia con un alto hit rate, cioè dove la maggior parte delle volte il trade va subito in guadagno.
Meglio invece scalare l’ingresso con una metodologia dove tendenzialmente si perde spesso…per poi magari avere pochi guadagni ma di notevole entità.

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2 Commenti

  1. Germano scrive:

    Conoscevo già la metodologia del “Price Action”, tuttavia l’ho letta con interesse. Sa coniugare la sintesi con l’approfondimento della trattazione, esprimendosi con chiarezza e precisione. Complimenti! Continuerò a seguire con interesse il suo blog.

  2. admin scrive:

    Già…nel prezzo c’è già tutto (o quasi) quello che un trader dovrebbe sapere per operare.
    Vorrei avere più tempo per aggiornare il blog, cercherò di trovarlo, e di approfondire questo mondo del “Price Action” così affascinante.

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