Price Action nel Forex: approfondimenti
In questi ultimi giorni ci sono stati alcuni commenti di interesse per quanto riguarda il trading con il Price Action, e la cosa mi fa piacere, credo però che ci sia ancora molto da dire e da discutere, l’argomento è interessante e mi piacerebbe approfondirlo, anche se su un blog non è cosa semplicissima.
In alcuni articoli precedenti ho parlato del fatto di “saper leggere” i grafici senza utilizzare indicatori, ma semplicemente analizzando cosa fa il prezzo…possibile certo, non semplice all’inizio. E’ necessaria una buona dose di pratica quotidiana e di pazienza.
Da dove cominciare dunque? Cercherò ora di darvi un consiglio pratico sul percorso che credo sia migliore per cominciare.
Per prima cosa sappiate che il Price Action non vi renderà ricchi in poco tempo ( e nemmeno i Forex Robot che trovate in commercio!!), quindi usate questo stile di trading con le dovute cautele.
Partiamo proprio dal Money Management, chi inizia a fare trading con soldi veri e non prende in considerazione il Money Management…è già spacciato in partenza. Abituatevi al fatto che dovrete rischiare su ogni trade una percentuale minima del vostro account. Questa percentuale dipende dalla tolleranza al rischio di ogni trader, per chi inizia potrebbe essere lo 0,5%, oppure l’1%, per chi è già pratico il 2%, e massimo massimo per chi è già esperto e ha una buona percentuale di successi il 3%, non di più.
Cosa c’entra questo con il Price Action? C’entra, perchè dovrete definire di volta in volta, trade per trade, qual’è il numero di lotti (o mini lotti o micro lotti) che dovrete utilizzare.
Facciamo un esempio pratico: supponiamo di avere un capitale di 10.000 USD e di voler rischiare il 2% in ogni trade. Il 2% in soldi sarebbe 200 USD. Ok…questo è il nostro rischio iniziale, ora come facciamo a sapere come posizionarci sul mercato con la giusta dimensione di lotti? Dipende dallo stop loss. Lo stop loss può essere di 20 pips…oppure di 200 pips…non cambia nulla…noi dobbiamo assolutamente rischiare non più di 200 USD.
Quindi come definiamo lo stop loss? Utilizzando il Price Action solitamente si posiziona lo top pochi pips sotto (o sopra) la barra che ci da il segnale di ingresso. Supponiamo che la barra in questione (ad esempio una Pin Bar) sia lunga 158 pips sul timeframe Daily. Il nostro stop loss sarà 158 pips + 5 pips di buffer, quindi 163 pips. Dobbiamo rischiare non più di 200 USD e abbiamo 163 pips di stop…quindi? Facciamo 200/163 e risulta 1,22 circa, ciò significa che dobbiamo entrare in posizione con 0.12 lotti (12 microlotti), in questo modo stiamo rischiando il 2% dell’account, indipendentemente da quanti pips abbia lo stop loss.
Per fare questo avete assolutamente bisogno di un broker che permetta di tradare i micro lotti, anche se avete un account più sostanzioso.
ATTENZIONE!! Questa è una cosa che deve essere chiara…se il nostro capitale diventa 10.360 USD dobbiamo rifare il calcolo del 2% su 10.360 USD (non su 10.000) e se il nostro capitale diventa 9.430 USD dobbiamo ricalcolare il 2% su 9.430 USD, altrimenti vi ritroverete a rischiare una cifra che non corrisponde più al 2% del vostro reale capitale attuale.
Una volta chiaro il Money Management e il position sizing, il consiglio che posso darvi è di imparare a identificare i supporti e le resistenze, dove il prezzo tende a rimbalzare. Tutto ruota intorno ai supporti e alle resistenze, c’è un motivo perchè a quei livelli il prezzo rimbalza, e i livelli più importanti vengono rispettati dal mercato anche per decenni.
Tenete in considerazione i Round Numbers (ad esempio sull’EUR/USD 1.50, 1.40, 1.30 ecc.) perchè attorno a questi valori molti operatori piazzano i loro ordini pendenti.
Ho già postato su questo blog un video che aiuta a identificare i principali supporti e resistenze, spero di riuscire ad approfondire il discorso prossimamente.
Quando avete supporti e resistenze tracciati, imparate a identificare le barre (o candele) importanti. In primis le Pin Bar (o hammer o shooting star), queste barre hanno una percentuale di successo altissima e sono il miglior segnale che possiate trovare sui grafici, soprattutto se vi danno un segnale di ingresso nella direzione del trend principale. In secondo luogo imparate inizialmente le Outside Bars. Cercate queste barre più o meno in corrispondenza dei supporti e delle resistenze.
Dopo un segnale del price Action…dove va il prezzo? Bella domanda!! La risposta c’è…ma spiegarla sul blog non è facile, credo che realizzerò un video apposito. Sappiate comunque che grazie al Price Action è possibile prevedere con una buona precisione un primo target di prezzo. Molte volte questo target, guarda caso, corrisponde proprio con un supporto o una resistenza.
E per ultimo, anche se non è meno importante, cercate di capire quale trade management fa per voi. Dopo quanti pips volete proteggere il vostro trade spostando lo stop a break even? Dopo quanti pips volete (se volete…) chiudere parte della posizione per garantirvi almeno una parte del profitto? Oppure preferite spostare lo stop barra dopo barra e fare trailing stop?
A queste domande non c’è una risposta univoca, il trade management è strettamente personale.
Questo secondo me è il percorso migliore per cominciare a studiare il price Action. Ovviamente non è tutto qui…c’è molto di più.
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